L'angolo di...

DENIM DAY: PERCHE' NON HO DENUNCIATO

Compie oggi 15 anni la sentenza della Corte di Cassazione che, in Italia, ha permesso l’assoluzione di uomo accusato del reato di stupro perché la vittima indossava un paio di blue jeans.

Si celebra oggi, quindi, 29 maggio, il Denim Day: la giornata che ricorda una capitolo ingiusto e lesivo.

Nel 1999 il giudizio della Cassazione ebbe una risonanza molto forte e nota, soprattutto alla luce del fatto che nella civile Italia il reato di stupro era considerato danno alla persona da soli tre anni. Fino al 1996 lo stupro, per la legge italiana, è stato considerato un reato ai danni della morale.

Molte le rappresentanti delle istituzioni e del mondo dello spettacolo che manifestarono dissenso per la sentenza indossando un paio di denim e denunciando l’assurdità dell’assioma che riconduce un indumento come il classico pantalone jeans ad arma di difesa e deterrente alla brutalità espressa con la molestia sessuale.

A distanza di 15 anni il mondo del web ha deciso di non dimenticare il segno lasciato dalla sentenza invitando alla sensibilizzazione ed alla riflessione, alla luce del sempre crescente numero di donne che subiscono violenze troppo volte definitive.

A proporre l’iniziativa un gruppo di giornaliste e blogger Luisa Pron­zato, Nadia Somma e Luisa Betti che invitano le colleghe ed i colleghi a partecipare condividendo il titolo e l’immagine.

Perché un flash mob fatto di parole ed immagini può restare; la redazione di Stop al Femminicidio partecipa nel nome di tutte quelle donne che non devono più subire e di quelle donne che hanno pagato le peggiori conseguenze.

 

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