L'angolo di...

SORRENTO: PRIMA L'ABUSO POI IL SELFIE VITTORIOSO. E' QUESTIONE DI VIOLENZA

E' questione di astrarre l'indignazione per i fatti di violenza, spogliarli delle eventuali di circostanza e porsi in posizione di condanna e di allerta in ognuna delle forme che l'abuso sulle donne può mostrare. Pensiamo al caso di cronaca di Sorrento. E' notizia di oggi l'arresto dei due giovani italiani che, dopo aver abusato di una turista americana nel bagno di una discoteca, si scattano un selfie inneggiando gesti di felicità e vittoria (leggi la notizia di Repubblica).
Non è questione di razza e neppure di ceto, non è questione di degrado ambientale, non solo almeno. Parliamo di un incubo che si insinua nei luoghi di frequentazione abituale; alle volte in ambienti che dovrebbero essere deputati alla cura ed alla rassicurazione: pensiamo alle violenze familiari.
Denunciare, proprio come ha fatto Jane (prendiamo a prestito il nome di fantasia utilizzato da La Repubblica) è la chiave di volta.
Non lasciare il passo alla paura. Chi lede la libertà degli altri in maniera arrogante e meshina deve pagare.
Chi abusa deve pagare.

E' questione di violenza.

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