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MIGRANTI: LE DONNE PAGANO LO SCOTTO MAGGIORE

Che una politica d'immigrazione formulata in ragione delle emergenze in evidenza negli ultimi anni sia necessaria oltre che opportuna sotto il profilo umano, è certo sotto gli occhi di tutti. Quello che molto spesso non si considera con la dovuta attenzione sono i mille risvolti di una medaglia che faremmo bene semplicemente a tirare via dal mondo, solo al pensiero di volerlo ancora chiamare umano.
Oltre la metà dei profughi sbarcati in Grecia nel mese di gennaio sono donne e, tanto per farci un'idea dei numeri: in questo paese gli sbarchi parlano di oltre 140mila persone. Il viaggio è un vero e proprio viaggio della speranza: in cui nelle migliori delle ipotesi uomini, donne e bambini viaggiano stipati in un sottoscala navale. Al limite della sopravvivenza. Uno degli aspetti più aberranti è il doppio sopruso che le donne devono subire in tali circostanze, già drammatiche. Il nuovo rapporto dell’ONU per i rifugiati (UNHCR) realizzato assieme al Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA) e la Women’s refugee Commission (WRC), una ONG impegnata nella difesa dei diritti delle profughe mette in luce proprio le profonde umiliazioni e violenze che le donne nei 'barconi' sono costtrette a subire. Molestie, soprusi, abusi sessuali e violenze fisiche.
Alcune donne che sono riuscite a raggiungere la Germania hanno rilasciato testimonianze di grande dolore; molte sono state costrette alla prostituzione per il pagamento del viaggio, molto spesso dagli stessi mariti. Altre hanno subito percosse e violenze per aver rifiutato le avance dell'aguzzino di turno.
Marcy Hersh e Katha­rina Obser, sono due delle autrici del report ed in uno stralcio di questo sottolineano come sia evidente che "vi è un urgente bisogno di aumentare le capacità del personale e la qualità dei servizi lungo tutto il percorso dei profughi al fine di garantire che le donne, le ragazze e gli altri gruppi vulnerabili siano protetti dal momento del loro arrivo”.
Nel 2015 più di 1 milione di persone è arrivato in Europa in fuga dalla Siria, dall’Afghanistan, dall’Iraq e dai paesi dell’Africa sub-sahariana. Nonostante le violenze sessuali siano una caratteristica comune in tutte le crisi umanitarie e le migrazioni di rifugiati, i governi europei – conclude la relazione ONU – non stanno mettendo in atto misure adeguate per prevenire questi crimini contro le donne.


FOTO: www.migrare.eu

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